
Attraverso questi aneddoti e racconti scritti da Donato Liotto, tutti, conditi da esagerazioni e con un pizzico di ilarità, vogliamo comunque sensibilizzare e lanciare messaggi per quelle persone in primis gli anziani, e i tanti che fanno parte delle cosiddette “fascie deboli” e senza dimenticare i nostri amici quadrupedi. Ricordarci di loro e fornire un minimo di sostegno a questi ultimi affinchè anche loro possano trascorre un’estate meno calda, ma soprattutto in compagnia. Seguiranno altri racconti questa è la "prima parte", entrate nella pagina e leggete. Il caldo di questi giorni ha messo a dura prova tutti, si sono sfiorati i 41° gradi, roba da pensare seriamente di scavarsi una caverna sotto terra..ate che.. “tre metri sopra il cielo”, nuje, vulimme o frische, quindi, “tre metri sotto terra”. Il refrigerio addò sta? Chi di voi, in questi giorni non ha pensato seriamente, di trasferirsi in un paese nordico a 1500 metri in altura, miezze e muntagne? Certo, facile da pensare, ma difficile da attuare. Quindi, non resta che, sopportare e andare avanti. Climatizzatori a tutto spiano, ventilatori in ogni dove, soprattutto nel bagno di casa, vera “camera da suicidio casalinga”. Difatti, se si entra nel bagno con queste temperature, oltre allo sforzo e, capite a cosa ci riferiamo, “sforzo” che si quintuplica per gli “stitichi” Fanne nù sforze esaggerate) dicevamo, vi sembra di stare in una sauna, una camera a gas e, che “GAS”! Specialmente se la sera prima avete mangiato frutti di mare, mozzarella, dolce, etc, ma è scientifico, il gas, la puzza prodotta da chi al momento occupa il “cesso” ammazza gli altri, ma a chi produce cotanta delizia saporifera.. nun gli fa niente, anzi, lo inebria e lo fa sentire leggero. Il problema è, che fa caure e, questo momento diviene l’unica croce

e delizia e dopo tanto “calor” la sofferenza è al limite per chi è costretto a sentire "i profumi" provenienti dal bagno, ma, specialmente pè chi caca! Va precisato anche che “il Tapino” vive momenti di esasperazione: ò surore” e lo sforzo dell’atto defecatorio , “ ò strunzo” oltre a non uscire dal bagno tenendolo occupato per ore, non esce manco..ma meglio fermarci qua, crediamo sia chiaro a cosa ci riferiamo. Anche queste cose ci inducono a nun trasì cchiù rint’è o bagno, ma semmai, a cercare soluzioni alternative, magari, pannoloni, o soffrire e resistere, almeno fino a tarda sera, quando la temperatura scende e si può affrontare il cesso, il nostro peggior nemico, la nostra camera della tortura “fatta in casa” con più serenità. Certo, penserete, questi sono discorsi di merda? Forse, avete ragione, ma con questo caldo, non crediate o pensate che, sia solo questo aspetto che incide sulla vita delle persone qundo fa caldo, anzi, ne possiamo citare tanti altri, ad esempio: quando sale la temperatura, chissà perché? Ma stamme sempe tutte n’cazzate, nervosi e, guai se ci passa na mosca davanti al naso..noi, nun accerimme (ammazziamo)...ma c’hà magnamme! Non sopportiamo nulla, in auto poi, lì si tocca il culmine, il semaforo è rosso, tu in macchina, finestrini aperti, aspetti quei due minutini, aspetti che esca il verde, tua moglie non sopporta l’aria climatizzata, pertanto..devi schiattare. Guardi il colore del semaforo, ti chiedi – “ma quando esce il verde?” Fa caure, non cè la fai più.Tua moglie , intanto, pare che “ò fatte nunnè o suoje,” parle..parle, mentre tu, sudatissimo, con la testa fuori al finestrino “boccheggi” Tant’è che, i lavavetri ai semafori, d’estate, anziché lavare i vetri, bagnano le lingue penzoloni degli automobilisti…due euro e attenui la calura opprimente. Finalmente scatta il verde, anche tu, scatti subito con l’auto e, sempre con la testa fuori al finestrino ti “consoli” col venticello che, asciuga il sudore, ma sfortunatamente sé porte “ò parrucchine” ma, vabbuone accussì! ‘A cape addastà al fresco, vorresti spogliarti tutto e, tuffarti a mare, poi, improvvisamente inveisci, ti incazzi come una bestia. Sei stato costretto a fermarti di colpo, una vecchina con le stampelle sta attraversando la strada, un piccolo passo per la vecchina.. un “Grande salto per l’umanità” nun c’hazzecca..ma o scrivimme o stesse! Per te invece. ogni passo che la vecchina fa, ti porta verso “l’inferno” nu caure che sé schiatte. La vecchina è nel frattempo a mezza strada, si gira verso di te, ti guarda e ti sorride..pare che tè vò piglià in giro, ma non è così, tiene una paresi, praticamente ride sempre, pure quanne dorme. Ma, tu stai incazzato e non te ne accorgi, la guardi in cagnesco, tua moglie nel frattempo accummenciè di nuovo a parlare, “bla,bla,bla” un fiume in piena. Ma senza acqua, vale a dire “parle sule pè fa aria..ma è aria caura e cè puzze pure ò ciate”, manche na Vigorsol..pè te salvà! Ti vengono in mente i Jalisse..”fiumi di parole”. Pensi tra te: “ Madonna comm’è schife!” Ma con questo caldo, non sopporti nessuno, il nervosismo prende tutti e ti fa sclerare. Allora, ecco la decisione definitiva quella che, cambierà la tua vita: Punto uno, liberarsi della moglie al prossimo cavalcavia, farla scendere con uno stratagemma e lasciarla lì, anche la scusa di far fare la pipì al cane va bene.Dice : “ma il cane non lo teniamo”, - fa niente, acchiappa un randagio miettele rint’à machina e falle credere che è un regalo, da notare che, anche il cane scappa via, appena tua moglie ha incominciato a parlare e urlare, a povera bestia ( o cane..ovviamente) si è precipitato direttamente al canile.

Appena fatto poi, correre via a cento all’ora con il climatizzatore accesso al massimo, poi, recuperare il “parrucchino” e recarsi in una località di mare, spogliarsi nudo e tuffarsi a mare. Si, questo è il pensiero felice che vuoi realizzare . Ma improvvisamente, la macchina dietro “strombazza, una voce che ti grida “strunzo vuò cammenà”, tua moglie a fianco continua parlà, intanto la vecchina ha finito l’attraversamento e, con il suo ghigno ti guarda e, certamente non ti invidia, tu stai davvero n’gujate, lei è giunta a destinazione, tu invece ancora ne hai da penare. Il tuo era solo un sogno. Mare, mare, mare… voglia di remare, recitava una canzone, ma tu sogni solo, tanta acqua in qui tuffarti e annegare. Sarà vero? Meditate e tra le righe riflettete.